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La grande battaglia per il destino del mondo

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Dragon Ball Z – La grande battaglia per il destino del mondo è il terzo lungometraggio dedicato alla seconda serie animata di Dragon Ball. Il film inizia con un forte messaggio ambientalista. Nelle prime sequenze vediamo Gohan, Bulma, Crilin, Oscar e il Genio delle tartarughe in una foresta a fare un divertente campeggio in allegra compagnia. Durante la notte l’idillico luogo è devastato da un incendio, che i nostro eroi riescono a debellare a furia di colpi energetici. Purtroppo, la foresta ha subito gravissimi danni e i numerosi animali hanno perso le loro dimore. Gohan e i suoi amici decidono quindi di riunire le sfere del drago e chiedere al dio drago Shen-Long di ripristinare tutto come era all’inizio.

I nostri eroi non sanno che presto dovranno affrontare una minaccia ben peggiore. L’incendio infatti è stato causato dall’approdo di una navicella spaziale mandata dal perfido Turles, il main villain che conosceremo in seguito. Turles è un abitante del pianeta Vegeta e il suo obiettivo è quello di piantare sulla Terra il leggendario Albero dello spirito. Tale pianta è proibita ai mortali, in quanto i suoi frutti possono essere mangiati solo dalle divinità.

L’albero dello spirito è in grado di produrre frutti che donano una potenza immensa a coloro che li mangiano. Da notare come anche in un episodio di Dragon Ball Z ambientato negli inferi, appare una pianta con poteri simili, l’albero rotondo, custodito dai guardiani infernali Gozu e Mezu, al servizio di re Enma. Goku e i suoi amici tenteranno in tutti i modi di distruggere il gigantesco albero, ma sarà tutto inutile. Come se questo non bastasse, l’Albero dello spirito assorbe il potere della Terra, condannando il nostro pianeta ad una imminente fine. Dulcis in fundo, a complicare ulteriormente le cose giungono gli scagnozzi di Turles, i quali ricordano per look la squadra Ginyu agli ordini di Freezer.

Arriva poi il debutto di Turles, un saiyan di infimo livello che somiglia in maniera impressionante a Goku. E’ bene chiarire il termine ‘infimo’ in questo caso: come Goku, Turles appartiene ad una classe sociale del pianeta Vegeta di basso rango, ma di certo la forza non manca a questo cattivone. La peculiarità del saiyan è quella di essere fisicamente identico a Goku, tanto da condividere lo stesso doppiatore nella versione giapponese.

Dragon Ball Z – La grande battaglia per il destino del mondo

Come abbiamo detto nelle precedenti recensioni, la linea temporale dei film di Dragon Ball Z non si limita ad essere una semplice realtà ‘filler’, riempitiva, bensì una vera e propria storia alternativa. Non a caso, è proprio in questo terzo film che Goku scopre di essere un abitante del pianeta Vegeta, mentre ciò nella serie Z avviene nei primissimi episodi con l’avvento di Radish.

Questo è il bello dei film di Dragon Ball Z: sono un perfetto ‘What if’, una valida alternativa alla serie regolare, che ci narra la storia di Goku adulto dopo gli eventi della prima serie animata certo, ma in maniera differente rispetto all’anime, proponendoci eventi e nemici del tutto distaccati dall’anime. Volendo tirare le somme, La grande battaglia per il destino del mondo è un film godibile certo, ma che pecca di villain poco carismatici. Lo stesso Turles, per quanto interessante, non è altri che una riproposizione di Radish, anche se con Goku, costui non condivide alcuna parentela.

In toto, il film dimostra essere per certi aspetti una fusione tra la saga dei saiyan e la prima parte dell’arco narrativo di Freezer. Non a caso, il tiranno galattico è nominato in un’occasione in questo lungometraggio. Tuttavia, il difetto di questo (e di altri film di Dragon Ball) è quello di avere villain che sanno di già visto. Nemici ispirati palesemente a quelli canonici della serie Z, rimodellati certo nella maniera opportuna, ma che tuttavia non riescono a fare breccia nel cuore dei fan. Altra pecca di questo e degli altri film sono i soliti cliché: il kaiohken x10 usato da Goku, l’intervento di Crili, Junior ed altri amici di Goku e l’energia sferica finale con cui Goku distrugge il nemico. La conclusione del film è infatti più che scontata: il protagonista, con il suo colpo finale, riesce ad annientare Turles (ulteriormente potenziatosi grazie ai frutti divini). La vittoria dei buoni avviene proprio grazie alla stessa gigantesca pianta che da ‘nemica’ si rivela essere un ottimo strumento per Goku al fine di aumentare la sua forza e di poter trionfare nella lunga ed estenuante battaglia.

Dragon Ball Z – La grande battaglia per il destino del mondo

Non mancano comunque quelle piacevoli scene di ‘slice of life’, più spensierate. Nella maggior parte di esse vediamo come protagonista Gohan, che stringe amicizia con un cucciolo di drago e che decide di adottare, nonostante sua madre Chichi sia contraria. Sarà l’aggressione di Turles nei confronti del draghetto a far scatenare l’ira del figlio di Goku, che ricoprirà un ruolo fondamentale all’interno del film. Ad ogni modo niente paura! Il piccolo amico di Gohan se la caverà e lo vedremo infatti anche nel successivo film di Dragon Ball Z.

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Dragon Ball Z: la grande battaglia per il destino del mondo
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