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Il super saiyan della leggenda

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Dragon Ball Z – Il super saiyan della leggenda, è probabilmente uno dei film più memorabili e meglio riusciti della saga cinematografica dedicata al mitico Goku. Un film godibile, pieno di azione e combattimenti eccezionali, che non lascia affatto l’amaro in bocca. Per anni è stato il lungometraggio di Dragon Ball più lungo, superato solamente da Battle of Gods in tempi più recenti.

Cronologicamente parlando, questa avventura dovrebbe incastonarsi durante i giorni precedenti al Cell game, anche se (ovviamente) non si fa alcuna menzione all’evento che avrebbe portato alla trasformazione di Gohan in SS2 ed alla morte di Goku. La storia inizia con Goku e Chichi che vanno a colloquio presso un istituto esclusivo, con la speranza che Gohan venga ammesso. Già le prime scene sono a dir poco esilaranti, con Goku del tutto a disagio con indosso giacca, cravatta e camicia. Del resto lui preferisce di gran lunga il suo classico kimono da combattimento.

Esilaranti i momenti in cui Chichi interroga il marito, fingendosi professoressa e chiedendogli quali siano i suoi hobbie, che dovranno obbligatoriamente essere (almeno dinanzi alla commissione di insegnanti): leggere e praticare sport. Intanto, sulla Terra approda una nave spaziale guidata da Paragas, un saiyan sopravvissuto alla distruzione del pianeta Vegeta. Scopo del guerriero è rintracciare Vegeta ed offrirgli l’opportunità di governare Neo Vegeta, facendo così rinascere l’impero dei saiyan.

Inoltre, Vegeta avrebbe un altro compito (sempre assegnatogli da Paragas): scovare e sconfiggere il Super Saiyan della leggenda, che ha da poco distrutto l’intera galassia del sud. Proseguendo con la visione del film, si scoprirà che il Super Saiyan in questione altri non è che Broly, il figlio di Paragas, e qui occorre fare un po’ di storia. Quando Broly era appena nato sul pianeta Vegeta, fu messo accanto alla culla di Goku. Broly, nonostante fosse solo un bambino di pochi giorni, già dimostrava un livello di combattimento pari a 10000. Apparentemente, Goku era invece un bambino fin troppo debole per gli standard saiyan con la sua misera forza combattiva pari a 2, e non la smetteva di piangere.

Il super saiyan della leggenda

Broly, nonostante gli anni trascorsi, prova un forte risentimento per il suo compatriota, in quanto tramite i suoi vagiti, fece piangere anche lui. Questo episodio, purché insignificante ed a tratti ridicolo, pesò tanto sull’orgoglio del Super Saiyan leggendario, alterandone sua psiche e rendendolo a dir poco folle. Paragas riesce tuttavia a controllare la forza di Broly tramite un dispositivo, che ricorda non poco la coroncina con cui il monaco Sanzo e gli dei del cielo puniscono lo scimmiotto Son Goku nel romanzo cinese Viaggio ad occidente.

Nell’universo canonico di Dragon Ball, Broly e Paragas non potrebbero assolutamente esistere, in quanto nella serie TV (come nel manga originale) di Dragon Ball Z è stata del tutto smentita la sopravvivenza di altri saiyan dopo il genocidio operato da Freezer. Tuttavia, come detto anche in altre schede, l’universo cinematografico di Dragon Ball Z è una storia alternativa. Un buon motivo per raccontare nuove avventure, seppur lontane dalla ‘realtà’ del fumetto originale.

Volendo essere pignoli, abbiamo scoperto negli ultimi anni che il Super Saiyan della leggenda sia in realtà Bardack, il quale viaggiando a ritroso nel tempo, ferma Chilled (antenato di Freezer) trasformandosi in guerriero dorato e questo fa nascere il mito ripreso nella serie Z. Tuttavia, dopo le ‘svendite’ di super saiyan (come le chiama Vegeta nel manga) riguardanti non solo lui e Goku, ma anche Trunks, Gohan e Goten, c’era bisogno di creare un saiyan diverso dagli altri, che potesse rappresentare l’anima più autentica degli abitanto del pianeta Vegeta; ferocia e malvagità pura che sono state poste proprio nel personaggio di Broly.

La scoperta di Broly come main villain, l’inganno di Paragas, il bellissimo flashback del Super Saiyan della leggenda e il combattimento finale, rendono questo film un must per ogni fan del cartone animato giapponese. Fortunatamente, in questo lungometraggio non mancano scene comiche. Oltre a quelle iniziali con protagonisti Goku e Chichi, non possiamo non citare i divertentissimi siparietti di Oscar e del Genio delle tartarughe, ospiti anche loro presso Neo Vegeta. Il Genio, perennemente ubriaco all’interno del film, lo vedremo scherzare con un irritato Paragas, oppure minacciare Broly mostrando i muscoli e facendogli le boccacce.

broly

Il maialino trasformista, il maestro Muten e (purtroppo) anche Crili, sono tuttavia dei personaggi di contorno, che non hanno un ruolo realmente attivo nel cuore della storia. Oltre a Goku, Gohan, Trunks e Vegeta, un piccolo contributo alla battaglia contro Broly sarà dato da Junior, giunto su Neo Vegeta dopo aver appreso della distruzione della Galassia del sud per mano del Super Saiyan leggendario. Tuttavia, il namecciano non se ne esce con una bellissima figura, poiché verrà messo al tappeto continuamente. Ma del resto Junior è Junior, figlio e reincarnazione del grande Al Satan, un personaggio che, nonostante la sua cattiveria, è entrato nel cuore dei fan. Le apparizioni del guerriero verde sono quindi sempre bene accette.

Goku, nonostante la forza smisurata di Broly, riuscirà a sconfiggerlo con un unico pugno, in cui convoglierà tutta l’energia sua e dei suoi amici. Una scena struggente è quella in cui Vegeta, inizialmente riottoso, finirà col mettere da parte la sua arroganza ed il suo orgoglio, accettando di condividere la sua forza con quella del rivale.

Sommario
Data
Titolo
Dragon Ball Z – Il super saiyan della leggenda
Punteggio
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