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Episodio 23, Addio Iamko

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Bentornati al ventitreesimo episodio animato di Dragon Ball Z, con la saga dei Sayan che finalmente entra nel vivo con la prima vittima eccellente di questa dura battaglia.

Ma facciamo un passo indietro e vediamo cos’è successo prima: non c’è molto da dire, se non che i terribili guerrieri alieni sono finalmente arrivati sulla Terra. Nappa e Vegeta, questi i loro nomi, esordiscono distruggendo una città per poi sfidare apertamente Piccolo, Gohan e Crilin, i primi a giungere sul campo dello scontro.

Ma il dinamico duo non vuole sporcarsi le mani, e Nappa “pianta” nel terreno una particolare razza di combattenti, i Saibaim.

Prime schermaglie

I Saibaim passano immediatamente all’attacco, ingaggiando con Piccolo e Crilin un velocissimo duello dai colpi supersonici. Gohan non sembra però dalla partita, spaventato dalla violenza del combattimento, e in un primo momento assiste immobile allo svolgersi degli eventi.

Una spallata di un mostriciattolo sembra però risvegliarlo dall’incanto, e dopo una leggera lavata di capo di Piccolo anche il figlio di Goku si mette in posa per il corpo a corpo.

La danza tra i guerrieri viene però interrotta da un arrivo, quello di Tenshishan e di Jiaozi, seguiti poco tempo dopo da Yamcha.

Gli eroi ci sono tutti, a parte l’accorrente Goku, e adesso eguagliano in numero gli sgherri dei Sayan. Questa coincidenza fa venire a Vegeta un’idea: una sorta di mini torneo tra i due schieramenti, un uno contro uno per saggiare le forze dei rivali.

Piccolo non appare molto contento della trovata, definita dal Sayan un modo per divertirsi, ma Crilin gli ricorda che potrebbe essere un valido espediente per tenerli impegnati nell’attesa di Kakaroth.

Il primo a scendere in campo è Tenshishan, che sembra molto sicuro di sé. Ce la farà?

Tenshishan segna il punto.

Mentre i combattenti si preparano ad un nuovo round, il mondo osserva sconvolto. Le telecamere delle televisioni riprendono le fasi della corrida, nonostante Nappa faccia capire che non vuole testimoni distruggendo un altro elicottero dei media terrestri.

Nel frattempo, giusto per sbollentare la tensione, la narrazione salta tra un Jirobej assurto al ruolo di super esperto di “cose” Sayan, con tanto di lauto pasto e richieste di interviste da decine di microfoni, e tra gli sguardi preoccupati degli abitanti della Kame House, a cui si è aggiunta una svenevole Chichi e il gigantesco Stregone del Toro, nonno di Gohan.

Ma torniamo dai nostri eroi, con Tenshishan che inizia il suo “assolo” contro il primo Saibaim. La battaglia dura molto meno del previsto, e il pelato guerriero ha facilmente ragione del rivale.

Nappa è colpito, ma Vegeta non sembra parimenti preoccupato. Ha da tempo capito che i terrestri possono modificare a piacimento i propri livelli di forza e che quindi i parametri offerti dai loro rilevatori, che inizialmente davano un cospicuo vantaggio ai loro verdi compagni, sono praticamente inutili.

Il nemico dimostra poi la sua malvagità facendo esplodere il saibaim sconfitto, circostanza che rende ancora più chiaro chi sarà il vero pericolo da affrontare.

E’ tempo però del secondo combattimento, e questa volta tocca a Yamcha.

Come finirà?

Il prezzo della distrazione, e il primo colpo di scena è servito

Yamcha è pronto, nonostante in prima battuta si fosse offerto Crilin come prossimo sfidante. Il più volte fidanzato di Bulma, che assiste emozionata via Tv alla lotta insieme all’amico di lui Puar, ricorda al compagno che è già stato una volta ucciso e poi fatto risorgere, e che quindi una nuova caduta sarebbe definitiva.

Tocca a Yamcha allora e lo scontro, in una zona ora carica di una tesissima atmosfera, è immediatamente all’ultimo sangue.

I contendenti si scambiamo cazzotti ad alta velocità, tanto che anche Gohan fatica a seguirne l’evoluzione. Dopo una breve schermaglia però l’umano sembra avere ragione dell’alieno, steso a terra con un colpo energetico.

Mai dare però nulla per scontato in situazioni del genere, e non appena Yamcha volge le spalle al nemico indirizzando le sue arroganti promesse contro i Sayan, questo si attacca a lui con una presa fortissima, che lascia l’eroe impossibilitato a muoversi.

Cosa vuole fare il Saibaim? Battere il rivale ad ogni costo, anche sacrificando la sua vita. La creatura si fa infatti esplodere, uccidendo nel contraccolpo anche Yamcha.

Adesso il corpo del guerriero rosso vestito giace esamine al suolo, e il suo decesso viene confermato da un piangente Crilin, il primo a giungere in soccorso.

Le immagini dell’accaduto fanno rapidamente il giro del mondo, e Bulma e Puar scoppiano in un pianto inconsolabile non appena vengono a conoscenza del lutto.

Il più colpito di tutti è però Crilin. Il sacrificio del vecchio sodale di mille battaglie lo lascia prostrato, e la “gentile” richiesta di Vegeta di spostare la carcassa per proseguire la battaglia fa esplodere in lui una furia animalesca.

Che sia il piccolo ma coraggioso lottatore il prossimo sfidante?

Considerazioni finali

La saga dei Sayan dopo una lunga preparazione entra finalmente nel vivo. Le pedine sono quasi tutte sulla scacchiera, a parte un Goku ancora perso sul Serpentone, e la sfida può finalmente iniziare.

I ritmi narrativi si dilatano ancora di più, per dare l’idea della solennità del momento. La battaglia che si appresta ad iniziare sarà ben diversa da quelle precedenti, vuol farci capire Toriyama, e non c’è tempo per scherzare.

La tragica fine di Yamcha, “annunciata” dalla sua troppa sicurezza e dalla scenetta di una Bulma interessata al matrimonio, fa capire che nessuno è al sicuro, nemmeno uno dei protagonisti della prima serie dell’anime.

Permangono ancora alcuni momenti di comic relief, affidati al solito Jirobej, però niente deve scalfire la pesantezza dell’atmosfera e il senso di minaccia sempre più forte.

Ci sono poi una serie di piccoli gesti, utili per inquadrare al meglio alcuni dei personaggi: Piccolo che “sveglia” un paio di volte dal torpore Gohan, e il gesto di pura crudeltà di Vegeta nell’uccidere il suo inerme sottoposto Saibaim. Toriyama anche qua vuole anticiparci qualcosa.

Rimanete sintonizzati, perché ne vedremo delle belle.

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